ObLoMoV: Obesity and Low Motility Victims

Physical short-shocks and Theatre short-stories to convert inactive victims into HEPA social actors

I do believe in movement! I do, I do!

Estragon: Well, shall we go?
Vladimir: Yes, let's go. (They do not move.)
Samuel Beckett, "Waiting for Godot"

Benvenuti!

A ispirare il titolo del progetto è Oblomov, il noto romanzo di Ivan Aleksandrovič Gončarov (1812-1891), che racconta di un nobile decaduto incapace di intraprendere una qualsiasi importante azione. Oblomov è l’incarnazione dell’uomo indolente, quintessenza della pigrizia.

Il progetto ObLoMoV (https://www.oblomovproject.eu) – dove Oblomov è l’acronimo di Obesity and Low Motility Victims, ossia “Vittime di obesità e poca motilità” – prende ispirazione da questo pigro personaggio letterario per proporre un innovativo metodo sportivo-pedagogico, basato su esercizi teatrali e fisici. L’indolenza è un rischio per l’intero stile di vita, in quanto foriero di altre malattie epidemiche, quali il sovrappeso e l’obesità. Per questo, tale metodo, che verrà testato su almeno un migliaio giovani studenti europei tra gli 11 e 13 anni, intende essere una strategia per prevenire il problema della inattività fisica tra gli adolescenti e le relative problematiche legate alla salute.
Tale metodo agisce attraverso un percorso pedagogico basato essenzialmente su innovative tecniche teatrali e su una nuova figura professionale (HEPA: Health-Enhancing Physical Activity & Theatre Trainer) capace di decodificare e trasferire una ‘cultura dello sport’ a studenti preadolescenti e adolescenti con l’intento di stimolare la loro consapevolezza dell’importanza dell’attività fisica a vantaggio della salute, ossia “health-enhancing”(HEPA).

In primo luogo, la strategia teatrale si focalizza nel decodificare e trasferire le nuove conoscenze sportive sull’esercizio fisico ad alta intensità e intervallato (HIIT- High Intensity Interval Training and HIIE – High Intensity Intermittent Exercise), considerato la principale strategia in grado di sottrarre gli adolescenti alla inattività.
In secondo luogo, i contesti sportivi di base intervengono come il giusto ambito sociale dove questi due metodi di training possono essere efficacemente applicati, in modo che, una volta impegnati in attività fisiche non professionali, gli adolescenti difficilmente rinunciano ai benefici dell’attività fisica a vantaggio della salute.

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